Il nome
Sono nato in un paese piccolo della Campania, secondo di tre figli. Mio padre era operaio, mia madre stava a casa.
In una famiglia di tifosi del Napoli, io tifavo Fiorentina.
Non sapevo dove fosse Firenze. Non ci ero mai stato, non conoscevo nessuno che ci vivesse.
Di quella città conoscevo soltanto il nome.
Il mestiere
Il 1996 e la città
Nel 1996 il lavoro mi portò via da casa. La città non la scelsi io: mi fu assegnata. Quando arrivò la destinazione, lessi il nome.
Firenze...
L'arte ovunque, la storia in ogni pietra, e visitatori da tutto il mondo che percorrevano le stesse strade. Per anni li ho guardati passare, e ogni giorno mi facevo la stessa domanda: che cosa cercano con tanta determinazione?
Poi lo capii. Cercavano il Rinascimento.
L'intuizione
Il 2014 e le difficoltà
Nei pomeriggi liberi mi sedevo a guardare la città scorrere davanti a una tazzina. In uno di quei pomeriggi, nel 2014, arrivò una domanda che non riuscivo a togliermi dalla testa.
Firenze potrà mai accogliere tutti quelli che la cercano? No.
La soluzione doveva essere un'altra: portare Firenze nel mondo, una tazzina alla volta.
Registrai il marchio Caffè Pontevecchio Firenze in quasi tutti i mercati del mondo. Non avevo capitali. Non avevo una rete. Non ero un torrefattore. Vennero prima le cadute. Provai a vendere caffè ai bar. Fu un fallimento.
Caddi, mi rialzai, caddi ancora. La visione, invece, non vacillò mai.
L’ispirazione
I medici
Ho scelto il Rinascimento per una ragione che sento mia.
I Medici non nacquero nobili e non dipinsero mai un quadro. La loro grandezza venne da ciò che seppero immaginare e dai maestri che seppero scegliere.
Io non sono un torrefattore. Ho cercato chi lo è da una vita.
Da bambino, di Firenze conoscevo soltanto il nome.
Oggi porto quel nome nel mondo.
Alfonso Petrella
Founder


