Le origini del caffè

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Le origini del caffè

Benvenuti nel Magazine di “Caffè Pontevecchio Firenze”. In questo articolo sulle origini del caffè, cominciamo con questa citazione:

“La scoperta del caffè fu, a suo modo, importante quanto l'invenzione del telescopio o del microscopio... Il caffè infatti ha inaspettatamente intensificato e modificato le capacità e la vivacità del cervello umano."

E.H. Jacob

 

Un po’ di storia

Il prodotto di “Caffè Pontevecchio Firenze”, fortemente legato alla storia, deriva dalla pianta del caffè originaria dello Yemen.

Vari documenti ne attestano la presenza in quel territorio già nel VII secolo, ma il consumo di caffè come bevanda viene documentato solo a partire dalla fine del XV secolo.

Oltre alle fonti ufficiali, molte sono le antiche leggende sulle origini delle bevanda e sulla scoperta delle sue proprietà.

Una delle più famose è quella che ci è stata tramandata dal frate maronita Antonio Fausto Naironi, che nel 1671 pubblica un libro dal titolo De saluberrima potione cahve seu cafe nuncupata discursus: ufficialmente la prima opera interamente dedicata al caffè.

Nel testo il frate racconta che nello Yemen del IX secolo, presso un monastero, un pastore che pascolava le capre dei monaci le vide agitarsi dopo aver brucato alcune bacche rosse da un arbusto e decise di raccoglierle e portarle dai religiosi.
Questi lo cacciarono, credendo che le bacche fossero diaboliche e le gettarono nel fuoco. Durante la tostatura, il frutto rilasciò un piacevole aroma e, immerso nell’ acqua, produsse una bevanda dal colore bruno.
Uno dei monaci assaggiò l’infuso e fu colpito dal suo straordinario aroma, ma soprattutto dagli effetti eccitanti e benefici del caffè su corpo e mente.

Leggende a parte, con lo sviluppo del commercio tra Oriente e Occidente, il consumo del caffè si diffonde dal mondo arabo all’Europa a partire dal XVII secolo, anche se all’inizio la bevanda veniva usata prevalentemente per scopi medici, cioè per gli effetti della caffeina contenuta nel chicco.

Nel 1723, poi, i colonizzatori fanno sbarcare la pianta di caffè in America Centrale e Meridionale. Da lì a poco, grazie all’ambiente ideale per la crescita della pianta, il caffè comincia ad essere coltivato in molte aree del centro e sud America, in particolare in Brasile. Tutt’oggi esso rimane il maggior produttore mondiale di caffè.

 

Le varietà di caffè

Esistono al mondo 60 specie di piante del genere Coffea, ma solo 4 sono le varietà che vengono utilizzate per preparare il caffè ben note a “Caffè Pontevecchio Firenze”.

 

1. Coffea Arabica

Conosciuta semplicemente come “Arabica”, è originaria dello Yemen ed Etiopia ma si trova oggi in tutte le regioni tropicali, con clima piovoso. Viene coltivata ad altitudini comprese tra i 600 e i 1200 m e rende particolarmente bene nei terreni vulcanici. Il chicco non tostato è più piccolo rispetto alle altre varietà, dalla forma piatta e allungata e il colore verde rame. Il caffè Arabica ha un gusto più delicato rispetto al caffè Robusta, più intensamente aromatico e meno amaro, grazie alla maggior presenza di zuccheri. Oggi l’Arabica costituisce il 70% del caffè coltivato nel mondo.

2. Coffea Canephora

Denominata “Robusta”, è una varietà originaria del Congo e cresce ad altitudini che vanno dal livello del mare fino ai 1000 m. Ha la caratteristica di essere più resistente a parassiti e malattie e può essere coltivata anche in condizioni climatiche non ottimali. Il gusto del caffè Robusta è più intenso e amaro, grazie alla maggior presenza di caffeina rispetto all’Arabica. Il caffè è più denso e corposo, con un gusto che ricorda le note del cioccolato.

3. Coffea Liberica

Una terza varietà, sicuramente meno conosciuta rispetto ad Arabica e Robusta, che proviene dalla zona della Liberia e della Costa d’Avorio. La pianta produce frutti con semi che sono grandi quasi il doppio rispetto a quelli dell’Arabica, che sono anche più resistenti ai parassiti. I chicchi della varietà “Liberica” sono sicuramente meno pregiati, ma danno un caffè dal gusto gradevole e profumato.

4. Coffea Excelsa

Questa specie è stata scoperta nel 1904 e resiste bene a malattie e siccità. La sua resa è molto elevata e oggi viene coltivata principalmente in Sierra Leone, Indonesia e Vietnam. Il caffè che se ottiene ha un gusto piacevole e molto profumato, per certi versi simile a quello dell’Arabica.

In Italia le varietà più diffuse e apprezzate sono l’Arabica e la Robusta che si differenziano tra loro anche per la composizione chimica del chicco. Infatti troviamo più lipidi nell’Arabica e più caffeina nella Robusta.

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